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3 settembre 2023

saloni dell'auto e dell'IAA di Monaco

Settembre tempo di Salone dell’automobile si diceva una volta. 
Al tempo, nemmeno pochi anni fa, a settembre in Europa c’era per un anno il Salone di Parigi e quello successivo di Francoforte; oltre a quello di Ginevra.
Prima c’era anche Torino, quando la Fiat era importante, non si dimentichi mai che era arrivata ad essere il quarto produttore mondiale, dietro gli americani e ben davanti ai tedeschi della Volkswagen. 

Il Salone di Monaco ha solo una edizione alle spalle e quella seconda che si apre questa settimana è più una fiera della mobilità che un salone di auto. Ad essere gentili. Basta guardare l'immagine della locandina: un signore seduto su un sedile dell'auto con un visore sugli occhi...!!! Per la serie: mobilità virtuale.
E non a caso a Monaco ci saranno presenze di aziende legate alla connessione in quanto il motto del salone di Monaco è “Experience Connected Mobility”, quindi anche attenzione al processo di digitalizzazione in corso nel settore della mobilità. Con conferme da aziende tecnologiche leader come Amazon Web Services (Aws), Luminar e Qualcomm. 
Mentre un po’ di anni fa a un salone c’erano anche più di 100 novità, in quello di quest’anno di Monaco non se ne aspettano che più di una decina, anche perché oltre all’industria europea è in crisi profonda anche quella USA, ricordiamo Ford che non ha più una segmento B a listino, la Fiesta, e presto lascerà orfani anche della Focus per una elettrica basata su piattaforma Volkswagen; GM con la vendita di Opel ha perso il suo pilastro in Europa e con l’abbandono di Chevrolet sul Vecchio Continente è praticamente assente. Ma anche quella giapponese non se la passa benissimo, tant’è che a Monaco mancheranno praticamente tutti i nativi del Sol Levante, quindi Toyota, Honda, Suzuki. Al contrario invece forte presenza dei cinesi.
I tedeschi, BMW, Mercedes e Gruppo Volkswagen non possono mancare ma poche le novità rilevanti. Stellantis sarà rappresentata solo da Opel mentre l’altro Gruppo francese porterà solo il marchio Renault con una nuova Scenic  100% elettrica e molto meno monovolume di come la si è conosciuta fino ad oggi. Tesla avrà anch’essa un suo spazietto per mostrare il face lift della 3 che perde molta velocità massima acquistando però un po’ di autonomia, ma veramente poca. Giusto per non dimenticare: quando venne fuori il common rail nel 1997 una delle prime ad usarlo aveva 136 cavalli, dopo soli dieci anni la sua erede ne aveva 200 con consumi tra l’altro nettamente ridotti. In poche parole in dieci anni quella tecnologia comportò un miglioramento prestazionale e ambientale ben superiore al 40%. Da quando Tesla si è imposta son passati più di dieci anni ma prestazioni e consumi non sono migliorati nemmeno alla metà di quella percentuale. Giusto per ricordare che quando lo dicevamo allora che la tecnologia elettrica non poteva avere miglioramenti in tempi brevi si sapeva cosa si diceva a dispetto di non pochi che sostenevano il contrario. 
Tornando ai tedeschi l’unica vera novità piuttosto rilevante è quella di BMW che presenta una berlina che nello stile servirà come modello per tutte le future BMW che verranno. Molti plaudono questa vettura che si vede qui sotto nell’immagine perché abbandona il gigante doppio rene delle ultime BMW che in Europa non è proprio piaciuto ma dire che sia bella proprio no. La linea di cintura che si abassa tra i due cofani, il cofano posteriore cadente da giapponese anni settanta... diciamo che abbiamo visto tanto di meglio e che comunque va da atto che non raggiunge la nefandezza dell'ultima Serie 7, una tra le ammiraglie più brutte mai costruite.


 

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