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About me
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Oltre 2 milioni i km percorsi in automobile
 
Oltre 10 i giri del mondo volando per provare automobili o incontrare top manager
 
Oltre 2500 le automobili testate
 
Oltre 6 mila gli articoli pubblicati
 
Oltre 1100 i top manager e i politici incontrati e intervistati
 
0 gli incidenti fatti o subiti
 
Tutto ciò in 25 anni. Scrivendo articoli, dirigendo redazioni, indicando linee editoriali, sempre dalla parte del lettore e del cittadino.
Come collaboratore, come capo redattore, come direttore, come autore, come regista, come consulente.
Nulla mi sono fatto mancare: quotidiani, mensili, siti web, tv, radio.

Overmobility è un blog, alcuni dicono un "professional influencer" altri un “free automotive consultant”.

Overmobility è dedicato a chi deve scegliere un’auto mettendo in evidenza cosa c'è di meglio e come la si usa al meglio, ma anche per chi vuole approfondire e riflettere sul tema mobilità di domani che riguarda tutti e fa rima con libertà. Tanti pensano che tutte le automobili vadano bene. Ma ciò non è corretto, perché ci sono alcune automobili che vanno meglio di altre. Quindi perché non avere il meglio?

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Per quanto mi riguarda ricordo che ho lavorato per il Gazzettino per più di dieci anni, per la Mondadori, per il Tempo, per al Volante. Quindi dieci anni nel gruppo editoriale più grande al mondo: Hachette Lagardere come capo redattore, come vice direttore, con deleghe speciali. Una esperienza incredibile perché si lavorò sull'integrazione globale e su mercati emergenti come la Cina con forti accelerazioni sulla rete. In Italia Hachette Lagardere nel 1999 acquistò la Rusconi e aggiunse alle sue pubblicazioni storiche (Gente, Gioia, Eva Tremila, Gente Money, Gente Motori, Auto&Fuoristrada, Tuttomoto...) le versioni italiane di Marie Claire, che era edita da Mondadori, e Elle da RCS. Si pubblicò Psychologies e Donna, un giornale molto innovativo, rivoluzionario. Facemmo anche un accordo con la RAI per Quark. Tutto andava a meraviglia fin quando improvvisamente il deus ex machina J.Lagardere lasciò questo pianeta e il figlio cambiò tutto il management. Resistetti due anni, poi uscii, perché in assoluto disaccordo con i nuovi arrivati che portarono al tracollo in meno di tre anni di quello che due generazioni di uomini illuminati avevano costruito! Ho lavorato anche per La Repubblica, giornale che non va mai sul superficiale; per quasi cinque anni con La Stampa, altro quotidiano principe nell’informazione di qualità; tre anni con il Giorno, la Nazione, il Resto del Carlino. Ho scritto su Polizia Moderna, AutoMoto, Car and Driver, Road and Track. Dal 2008 lavoro con RAI.

Ho conosciuto leggende come J.Lagardere, E. Ferrari, G.Agnelli, U.Agnelli, F. e U. Piech, W. Porsche, C.Chapman, Bernd Pischetsrieder… R.Tata; mi sono confrontato con incredibili top manager quali B.Lutz, L.Schweitzer, S.Marchionne, M.Winterkorn, J-M Foltz, W.Hatz, R.Abravanel…;  ho parlato con meteore incredibili, su tutti  K.Woo-jung; sono stato a fianco di assi del volante ma anche li ho avuti al mio fianco, dai due M. Andretti a A.Senna, da G.Villenueve a B.Giacomelli, da M.Schumacher a P.Andreucci. Di loro e di tantissimi altri uomini altrettanto eccezionali scriverò dei nostri incontri.

PS per conoscermi meglio
Valutare un’automobile o una Casa automobilistica facile non è. Se non si guidano tutte le automobili della stessa categoria, se non si studiano in modo approfondito i vari modelli alle voci tenuta di strada, abitabilità, comfort, motori, prestazioni, consumi… e non si è a conoscenza delle novità che arriveranno sul mercato e sulle strategie di chi sta al vertice, come si possono dare dei giudizi? E poi se non si conoscono bene gli uomini che le pensano e le vendono, se non si considerano i loro valori, la loro storia e quella del marchio che governano, come ci si può esprimere chiaramente? Sul tema mobilità e automobile ritengo quindi ci sia tantissima passione ma non altrettanta professionalità e per questo, su suggerimento tra l’altro di diverse persone che da tanti anni mi conoscono, nasce questo blog.
Solitamente un’automobile la si possiede per 3/5 anni ma anche a volte di più. In questo lasso di tempo i nuovi modelli vengono nettamente migliorati (anche se non sempre è così, su tutti il caso della Nissan Micra prodotta in India) quindi qualsiasi consumatore ne apprezza i vantaggi ogni volta che cambia automobile ma difficilmente coglie che sul mercato sono presenti modelli migliori di quelli che sta considerando o che alcune Case hanno cambiato filosofia e quindi da auto tutto comfort offrono auto più votate al piacere di guida o viceversa, oppure da auto tecnicamente avanzata punta su auto più attente al contenimento dei costi o alla remunerazione, spingendo su una comunicazione poco chiarificatrice.
Tanti pensano che tutte le automobili vadano bene. Ma ciò non è corretto, perché ci sono alcune automobili che vanno meglio di altre. Quindi perché non avere il meglio?
Ricordo una cena di un po’ di anni fa. Al tavolo erano presenti esponenti di una importante Casa automobilistica tedesca con alcuni giornalisti. Al dolce un signore presente iniziò a dare giudizi su un’automobile che non condividevo assolutamente. Alla fine delle sue considerazioni venni chiamato in causa e scoprimmo che su dieci commensali io e il capo dello sviluppo eravamo i soli a quel tavolo ad avere provato tutte le automobili della categoria di quel modello e che i nostri giudizi combaciavano perfettamente e non erano assolutamente allineati a quelli detti precedentemente dal signore. Alla fine, tutti affermarono che solo i nostri giudizi erano quelli sensati. Sempre a proposito di giudizi sulle automobili, mi piace anche ricordare quando mi trovai a chiedere un parere su un’auto sportiva, la Ford GT, a un ex Campione di Formula 1. Questi mi disse cosa gli piaceva e cosa no ma anche si premurò ad affermare che non avendo guidato le diverse rivali tante valore ai suoi pareri non si poteva dare.
Anche sui grandi temi della mobilità va fatta chiarezza perché in questi 25 anni è cambiato molto. Avevo iniziato con G.Lago direttore del Il Gazzettino che mi mandava in ospedale e nei commissariati a cercare notizie e sono finito a cercare di scansarle perché ce ne sono di ogni. Vi ricordate quando si scrisse tanto sull’auto che andava ad aria…?; quando tanti facevano titoli sull’auto a idrogeno prossima ad arrivare sulle strade e un governatore di un'importante regione italiana arrivò ad affermare che in pochi anni si sarebbero vendute solo quelle auto e volle addirittura aprire un distributore per le auto a idrogeno…che non erano ancora  in vendita!!!?; sulla Tata Nano, l’auto da poche centinaia di euro, che occupò pagine intere di giornali mettendo in dubbio l'industria automobilistica globale sulle sue capacità...?. Ebbene io già in quegli anni mi opposi all'enfatizzazione di questi fenomeni, perché valutandole da giornalista esperto sapevo che alcune erano proprio delle bufale, altre semplicemente delle false notizie. Ricordo che sul finire del primo decennio duemila tanta era la voglia di parlare dell'auto a idrogeno e di auto ibride, naturalmente elogiandole e affermando che non aveva più senso comprare auto diesel e a benzina così come oggi sono sugli scudi le auto elettriche. Organizzai così un servizio con ben dieci vetture negli USA, in California, perché là c'erano tutti i centri di ricerca sulle auto a idrogeno. Tre erano ibride, tre a idrogeno, tre diesel e una a benzina. Fu uno sforzo pazzesco di cui ne beneficò anche la RAI ma servì a far capire cosa era giusto dire e cosa invece sarebbe potuto passare come messaggio sbagliato promettendo cambiamenti che non potevano vedersi in brevi tempi. Con OM mi batterò ancora su questi temi e cercherò aiuto in chi ha senso critico e obiettività di pensiero perché nei prossimi anni si annunciano importanti rivoluzioni che potrebbero portare a errori clamorosi per noi e per le generazioni future se non si sa valutare bene cosa divulgare o meglio se si trattano argomenti con superficialità o passione e non professionalità. Anche perché alcune scelte potrebbero comportare investimenti che poi ricadrebbero sulle generazioni future che tristemente già oggi pagano errori di altri.

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