Una volta ai saloni internazionali dell’auto si vedeva tantissimo hardware: nuovi motori e cambi in primis.
Da un po’ di tempo oltre ad essere meno i saloni dell’auto, ci siamo giocati Ginevra, il Motorshow di Bologna… anche l’hardware dell’automobile è venuto meno.
Ma attenzione questo capita in Europa non in altri mercati.
E così ci troviamo con una Lancia Gamma che sotto il cofano ha un misero 3 cilindri ma anche una nuova BMW Serie 3 senza motori a gasolio tanto coppia e tante auto che richiamo a miti del passato come la Citroen 2 cavalli, la Renault Espace ma sui cui powetrain c'è tanto da dire in negativo.
Subaru non venderà più in Europa auto con motori boxer ma continuerà a produrle e venderle negli USA, in Australia e in tante altre parti.
Per anni in Europa potevamo scegliere tra auto a benzina, a gasolio, a metano, a GPL: oggi molto meno e a breve ancor meno.
Al recente salone di Parigi non c’è stata una Casa automobilistica che abbia presentato novità tecniche di rilievo. Sono tutti impegnati a giocare di sponda, cioè prendendo parti di altre auto e metterci sopra un vestito diverso, meglio se rieccheggia a miti del passato.
Ma la vera differenza la fa cosa c’è sotto. E girando per Parigi viene da dire che il re è nudo.
Tutto ciò si deve alle scelte politiche europee sulla mobilità.
Oggi abbiamo auto sempre più costose, auto che dichiarano consumi bassi che poi sulla strada si faticano a riscontrare, tante auto 100% elettriche che si faticano a vendere ma che per farle sono stati spesi un sacco di soldi.
I costruttori cinesi avanzano con modelli con motore termico e fabbriche in Europa, nei prossimi giorni sentiremo nuovi annunci a riguardo.
Da tempo assistiamo a una desertificazione produttiva nelle Case automobilistiche europee e, dall’altra parte, a un fiorire inarrestabile degli asiatici che tra l’altro il prossimo anno oltre a presentare nuovi modelli presenteranno anche nuovi motori e trasmissioni.
Toyota ad esempio concreto sta ultimando lo sviluppo di una nuova famiglia di motori termici rivoluzionari destinati ad equipaggiare le sue prossime vetture ibride e sportive. A differenza di molti concorrenti europei che hanno puntato tutto sull'elettrico puro, il colosso giapponese continua a seguire la sua strategia multi-tecnologica, presentando propulsori termici "completamente diversi" da quelli attuali.
Toyota sostituirà progressivamente i motori a 3 cilindri (oggi usati su Yaris e Yaris Cross) con un nuovo 1.5 litri a quattro cilindri. Questo cambio consentirà di eliminare le vibrazioni e migliorare drasticamente il comfort e il piacere di guida. La versione aspirata erogherà circa 95 CV che supereranno i 135 CV in combinazione con il sistema ibrido ma arriverà anche una variante Turbo per sostituire i vecchi motori di cilindrata superiore. Il volume e l'altezza del blocco motore sono stati ridotti del 10%. Questo permetterà ai designer di disegnare cofani più bassi e aerodinamici, migliorando l'efficienza dei consumi di oltre il 15%. I primi modelli a montare questi propulsori debutteranno sul mercato con la nuova generazione della Toyota Corolla a fare da apripista.
Volkswagen di nuovi motori termici non ha nulla in canna ma anche Stellantis e questo è grave. Le auto elettriche di Volkswagen come la nuova ID. Polo sono più grandi di carrozzeria rispetto ai modelli termici e questo si rifletterà sulla richiesta di energia per muoversi. Toyota ha pensato a ridurre gli ingombri dei motori per fare frontali più bassi.
Oggi appare davvero evidente che nell’ingegneria del veicolo in Europa c’è poco o quasi nulla. Fin quando i vertici non lo capiranno il futuro dell’auto made in Europe è segnato. Giocare con l’heritage è facile, più difficile è innovare, migliorarsi.