Innovazione ma anche rapidità nel cogliere i cambiamenti sono le leve per tenere aperta la porta a al domani.
Nel 2025 Volkswagen in Cina è scesa al terzo posto, superata anche da Geely ma nei primi due mesi del 2026, il Gruppo ha registrato un ritorno in vetta alle classifiche di vendita, approfittando di un rallentamento temporaneo di BYD dovuto al calo dei sussidi statali per l'elettrico.
Volkswagen resta il primo marchio straniero e leader nel segmento delle auto a benzina, con modelli come la Passat e l'Audi A6L che continuano a registrare numeri elevati. E per recuperare, Volkswagen ha lanciato una strategia aggressiva che prevede lo sviluppo di veicoli interamente made in China, riducendo i tempi di sviluppo da 4 a 2 anni per competere con la velocità cinese. Inoltre ha stretto partnership chiave, come quella con XPENG per sviluppare due nuovi modelli elettrici previsti per il 2026 e l'estensione della joint venture con SAIC fino al 2040. Infine è importante ricordare che ha come obiettivo il lancio di oltre 20 nuovi modelli elettrificati entro il 2026 e una riduzione dei costi di produzione del 40% attraverso la nuova piattaforma locale China Main Platform (CMP) per raggiungere la parità di prezzo con i concorrenti locali.
La rivale Toyota nell’ultimo mese ha visto una forte contrazione di vendite e produzione sul mercato cinese (-13%).
Nel 2025 in Cina si sono vendute oltre 34,4 milioni nuove automobili, ennesimo record storico, e il settore che include elettriche pure e ibride plug-in ha raggiunto per la prima volta la soglia dei 16 milioni. Entrando più nel merito delle alimentazioni, le elettriche rappresentano circa il 32%, le ibride plug in il 20%, quindi il resto che non è poco sono auto senza elettrificazione totale o spinta.
In Cina esistono ancora incentivi per l'acquisto di auto elettrificate (NEV) ma nel 2026 il sistema è entrato in una fase di riduzione e rimodulazione rispetto agli anni precedenti. Pechino sta gradualmente riducendo i sussidi diretti per spingere il mercato a camminare sulle proprie gambe e già degli effetti si vedono: nei primi due mesi del 2026, BYD ha registrato un calo delle vendite superiore al 30% rispetto all'anno precedente.
A Shanghai e a Pechino inoltre le ibride plug-in iniziano a essere trattate come le auto a benzina, non ricevendo più automaticamente la targa gratuita, obbligando gli acquirenti a partecipare a aste costose o lotterie. Infine c’è anche da segnalare che Xiaomi e Leapmotor hanno registrato crescite significative (rispettivamente +48% e +19%) nello stesso periodo, suggerendo che il mercato si stia frammentando e che i consumatori cerchino software e tecnologie di bordo più avanzate oltre al semplice risparmio economico.
Insomma la cartolina che arriva dalla Cina è sempre più un ologramma da osservare con attenzione perché ha riflessi immediati anche su di noi, in quanto porta molti costruttori cinesi a spingersi oltre i propri confini. Tra i più aggressivi c’è il Gruppo Chery che a breve lancerà anche in Italia Jetour T2 in versione Ibrida Plug-in (C-DM) che in Cina parte da 152.900 yuan (circa 19.100 €) e può arrivare fino a 209.900 yuan (circa 26.200 €) per la versione top di gamma equipaggiata con tecnologia Huawei. In Italia dovrebbe costare poco sopra i 35 mila euro. Da un punto di vista tecnico questo modello che farà molto parlare e che sicuramente incontrerà anche molto successo da noi, in quanto riprende molti stilemi del mito Land Rover Defender, può contare su un motore turbo e negli allestimenti top di un cambio a ben 8 rapporti di ingegnerizzazione giapponese, Aisin. Ma attenzione, Chery ha iniziato a montare anche il proprio cambio 8AT sviluppato internamente, prodotto dalla divisione Anhui Fuda. Questo nuovo cambio è progettato per gestire coppie elevate (fino a 400-450 Nm) e ridurre la dipendenza dai fornitori esterni. Un altro cambio di passo da non sottovalutare.
Tra pochi giorni aprirà Auto China 2026 (Beijing International Automotive Exhibition) si terrà a Pechino dal 24 aprile al 3 maggio 2026 presso il New China International Exhibition Center (NCIEC). Con il tema "Future of Intelligence", l'evento si focalizzerà su nuove energie, connettività intelligente e veicoli elettrici.
Il Salone dell'Auto di Pechino 2026 si preannuncia come il palcoscenico mondiale per il consolidamento dei giganti cinesi, con un’attenzione particolare ai SUV di grandi dimensioni e alle nuove tecnologie di bordo. Una delle novità più attese è il debutto pubblico della Smart #6, un veicolo che segna una svolta per il marchio essendo lungo quasi cinque metri e dotato di un potente motore ibrido plug-in da oltre 400 CV. Parallelamente, MG presenterà la sua offensiva per il mercato globale con i nuovi SUV elettrici S6 e il sette posti plug-in S9, puntando su autonomie elevate che superano i 500 km. Anche il gruppo Dongfeng giocherà un ruolo centrale introducendo quattro nuovi modelli, tra cui il compatto Vigo e le berline tecnologiche della serie 007, pensate per competere direttamente con i marchi premium europei.
Dal punto di vista tecnologico, l'edizione 2026 segnerà un curioso ritorno al passato: in Cina entrerà infatti in vigore l'obbligo di inserire comandi fisici per le funzioni principali dell'auto, ponendo fine al dominio assoluto dei soli schermi touchscreen per ragioni di sicurezza.