Marchio Lotus
io la penso così ...
Le Lotus sono automobili uniche: uniche per le sensazioni che offrono. Tutt’altro che comode, con una ridotta visibilità anche perché bassissime, gettarle tra le curve scatena un tifone di emozioni che non ha uguali e colpisce sia chi sta dietro il volante sia chi siede sul sedile del passeggero. La posizione delle sedute molto bassa non si trova ormai più su nessun’altra auto e l’effetto è di stare sdraiati sulla strada. La tenuta laterale permessa dal basso baricentro, il peso piuma e pneumatici mai esagerati consentono una guida funambolica old style, che lascia sempre il segno. Questo su tutte: sulla Evora, sulla Elise e sulla Exige. Le versioni con il 3.5 sono pazzesche e vanno prese con il cambio manuale proprio per ritrovare sensazioni che tutte le altre automobili non offrono più. Insomma, le Lotus sono grandi automobili con una loro chiara filosofia per farsi desiderare. La Evora 2+2? Nessuno scricchiolio.... L'assetto è notevole: non senti le buche ma al tempo stesso è fermo come dovrebbe essere su una superportiva. Il telaio altamente rigido è vero. Ottima la motricità, anche disinserendo il traction control sta dove la metti. Lo sterzo è diretto ma non in modo esagerato. Il cambio ha una corsa un po' lunga ma ci sta, anche perché non soffre l'uso cattivo, rapido. La frizione invece è deboluccia: il pedale è leggero da azionare e stacca dove ci si aspetta ma se la si maltratta slitta. Il motore spinge con vigore e come tutti quelli con compressore non da' botte ma una spinta costante. In poche parole si va veloci senza accorgersene. E' un'auto da guidare in modo pulito e risulta divertente. E' facile da portare, una tra le sportivissime più semplici. Ottimi i freni. L'ABS entra solo quando c'è bisogno. In poche parole è una supersportiva con i fiocchi, semplice e divertente. Da far notare che il V6 pesa, quindi la coda è ben ancorata all'asfalto: un abisso con la Lotus più piccola a quattro cilindri. In sintesi è una Lotus evoluta che non spacca la schiena non fa tanto rumore ma regala sempre emozioni. L'abitacolo una volta calati davanti è ok, dietro è per due bambini o per chi accontentandosi vuole fare un giro in....giostra. Sulla Elise: E’ compatta, leggera e potente il giusto come voleva Colin Chapman. Per chi vuole emozioni forti la più potente. E’ una due posti a motore centrale in posizione trasversale. Una formula da anni di gran moda per le auto tutte emozioni dedicate a chi cerca il piacere della guida super sportiva. E’ la versione più cattiva della piccola di Casa Lotus. Ed è anche la più potente grazie al motore Toyota con compressore Magnuson. Il cambio è a sei marce manuale, il servosterzo non c’è per pesare meno. All’interno solo i fondamentali: sedili, volante, comandi basici e pochi rivestimenti. Sempre per contenere il peso. Piccola, è più corta di una Fiat Punto, ha un bagagliaio minuscolo da soli 112 litri. Il telaio è in alluminio e molte parti sono a vista. Alti i longheroni, quindi salire e scendere richiede un po’ più di agilità del…solito. I sedili sono due gusci: avanti e indietro. Dal posto di guida o seduti come passeggeri ci si sente piccini, piccini perché si sta proprio in basso. Divertente la possibilità di togliere il tettuccio e trasformarla in targa. Incredibili le dimensioni delle ruote: davanti ci sono dei 175/55 dietro dei 225/45. La spalla è piuttosto alta per rendere le reazioni più progressive e quindi far divertire di più chi la porta. Inoltre cambia anche l’altezza, da 17 dietro, da 16 davanti. Il quattro cilindri ha un rumore fin dal minimo cupo e particolare, anche perché essendoci pochi materiali insonorizzanti fa sentire la sua voce. Fin dai bassi regimi si percepisce che non gli manca fiato e appena la strada lo permette arriva in poco tempo a quota 7 mila. Con un allungo davvero entusiasmante, perché al crescere del regime aumenta la spinta. Il volante è pesantuccio solo da fermo, non appena ci si muove è gestibile. Si ritorna ad usare la tecnica di far manovra con piccoli movimenti per non dover aver muscoli da Rocky. Il cambio è a sei marce e quando si arriva vicini al limitatore si accendono tre spiette rosse sullo strumento del contagiri al fine di avvertire la necessità del cambio marce. Una soluzione da tempo in uso sulle vetture da corsa e anche su molte da strada. Ridotta la visibilità. Dove la Lotus si esprime al meglio è comunque tra le curve perché immediata nell’inserimento e precisa nel mantenere la traiettoria voluta, grazie ad un appoggio solido, che si può mandare in crisi esagerando con la pressione sull’acceleratore e dando il via ad una guida più emozionante che premiante come prestazioni assolute. Bene i freni, ok la frizione. Ma attenzione, c’è anche una seconda anima, che non va trascurata: togliendo il tettuccio si può apprezzare anche a velocità da passeggio.
 
Elise
 
Exige
 
Evora