Marchio Alfa Romeo
io la penso così ...
Ultimo aggiornamento agosto 2017. Alfa Romeo sta cambiando pelle e ora ci sono più luci e meno ombre, merito soprattutto della nuova Stelvio. E' indiscutibile che alcune Alfa in vendita sentano il peso degli anni (in primis Mito e Giulietta) ma anche è indiscutibile che la nuova Stelvio sia una SUV ben sviluppata. Il management ha ora una possibilità d'oro per fare quello che non è stato fatto bene fino ad oggi: alzare il valore del marchio e lavorare sui servizi oltre a incrementare la gamma. Ma anche migliorare i motori, da sempre un vanto di questa Casa automobilistica, perché non tutti dispongono di potenza adeguata e anche come erogazione non incantano.
La Mito sente il peso degli anni (è figlia di un ottimo progetto degli anni duemila quando Fiat era legata a GM) ma è anche stata vittima di disinteresse perché non è mai stata curata con attenzione sia nell’offerta dei motori sia nell’ampliamento delle carrozzerie. Non è stata fatta una versione a 5 porte e nemmeno si è pensata una versione SUV, pensate se fosse stata fatta sarebbe arrivata prima di tutte! Nata 3 porte, l’Alfa Romeo Mito lì si è arenata mentre le rivali non sono state così immobili (Mini, Audi A…). La Mito con l’1.6 Diesel andava proprio bene ma ora non c’è più in gamma. Peccato perché consumava pochissimo e nella sua categoria era la migliore. Della Mito si apprezzano ancora le sedute anteriori, la posizione di guida e il buon comportamento anche sulle lunghe percorrenze. La Giulietta nel recente restyling del 2016 è stata impoverita (basta guardare la plancia) e ha ancora cambi automatici a sei rapporti, quando ci sono rivali che ne hanno 8 di marce e sempre le rivali offrono la possibilità di avere trazione anteriore o integrale. Sul mercato dal 2010 la Giulietta da allora non è stata arricchita di contenuti, non è stata migliorata… è stata abbandonata. Una figlia di nessuno nata abbastanza bene ma finita… male. Se vi domandate perché si è scritto nata "abbastanza bene" e non "bene" ricordiamo il cambio a sei marce a doppia frizione che all’inizio non andava benissimo, poi aveva solo 6 rapporti quando i cambi delle rivali ne avevano già di più; perché il 1750 non ha mai soddisfatto pienamente in quanto gira troppo basso e spinge poco su un ampio specchio di regime; perché regolare lo schienale del sedile con la rotella difficile da raggiungere con la mano non è tanto piacevole…; per il manettino del DNA che non teneva in memoria la posizione selezionata allo spegnimento.
La Giulia appena nata è un'auto working in progress. Il giorno della presentazione non c'era un modello che offrisse un collegamento tra abitacolo e bagagliaio, poi eccolo come optional. Oggi con 400 euro lo si può avere. Il sedile guida con la regolazione manuale non è il massimo (bascula solo nella parte posteriore della seduta). Sul finire di luglio dello scorso anno è stato introdotto un sedile elettrico a 8 regolazioni, per fortuna. Prossima mossa direzione cielo verrebbe da dire oggi, perché la Giulia non offre ancora il tetto apribile a richiesta! Tema motori: cosa dire del nuovo 2 litri turbo benzina? Prodotto nello stabilimento di Termoli, su una linea dedicata ad Alfa Romeo, il 2.0 Turbo benzina di Giulia sviluppa una potenza di 200 CV a 5.000 giri/min e una coppia massima di 330 Nm a 1.750 giri/min. Tra le sue peculiarità spiccano il sistema elettroidraulico di attuazione valvole MultiAir, il sistema di sovralimentazione "2-in-1" e l'iniezione diretta con sistema ad alta pressione da 200 bar. Un motore nuovo, dedicato ma con soli 200 cavalli. BMW offre un 2 litri 4 cilindri da 252 cavalli eccezionale; VW pure; Audi anche 300…Volvo 320 cavalli! Renault dai motorini millesei spreme 200 cavalli…Peugeot addirittura 272 cavalli sempre da piccolini 1.6...! In poche parole da Alfa ci si aspettava di più ma ecco il 2 litri Alfa crescere per la versione Veloce a 280 cavalli: per la serie sempre working in progress!  Quando uscì la 159 e la Brera (che tanti osannavano) si era sottolineato il loro peso esagerato e le prestazioni inferiori a quelle delle rivali che lasciavano presagire poco successo per questi modelli come poi è stato. A conferma  della tesi che un'auto o una donna bella la si guarda ma se poi non c'è sostanza la si lascia al suo destino! La Stelvio bisogna dire che oltre a essere molto bella va davvero molto bene. Ha dimensioni giuste, distribuzione dei pesi corretta, un motore a benzina ben fatto e le prestazioni lo dimostrano tanto che è più veloce della rivale Porsche Macan. E soprattutto quando la si guida piace davvero tanto per come si inserisce in curva, per come va subito in appoggio. Insomma finalmente c'è un'Alfa con gli attributi. La Stelvio soffre un po' nella capacità del bagagliaio, nello spazio per i passeggeri posteriori, nell'erogomia di alcuni comandi come le palette del cambio e per un infotainment da telefonino e non da smartphone ma è una SUV che emoziona e fa dimenticare anche queste manchevolezze. La si consiglia? Assolutamente si. Un pensiero sulla 4C? Una vera dream car al prezzo di una normale berlina con dettagli (troppi) da utilitaria a livello di finiture e soluzioni. Ma tutto nella vita non si può avere se si sceglie un'Alfa Romeo. Chissa poi perché!